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Il Regno. Una recensione in forma di lista.

“Il Regno” è un romanzo dello scrittore francese Emmanuel Carrère, pubblicato in Italia da Adelphi.

Per una strana coincidenza mi è capitato di leggerlo dopo “La scuola cattolica” di cui ho già pubblicato la recensione in forma di lista qui. Parlo di coincidenza perché entrambi i romanzi trattano di religione, anche se quello di Carrère è un testo sul cristianesimo, mentre quello di Albinati è sul cattolicesimo (e anche su altro, ovvio).

Ecco la consueta lista di motivi per leggere “Il Regno”:

  • è un libro sui primi 100 anni dopo la nascita di Gesù;
  • è un testo che svela molte curiosità sulla vita dell’epoca;
  • è un romanzo che tratta con passione la vita degli apostoli, soprattutto Paolo e Luca;
  • contiene riflessioni molto profonde su fede e pratica della fede;
  • racconta dettagli autobiografici che sono di interesse per chi segue Emmanuel Carrère.

Alcune frasi chiave:

Un saggio indiano parla del samsara e del nirvana. Il samsara è il mondo fatto di cambiamenti, desideri e tormenti in cui viviamo noi. Il nirvana è il mondo in cui entra chi è desto: liberazione, beatitudine. Ma, dice il saggio indiano, distinguere tra samsara e nirvana significa essere ancora nel samsara. Non distinguere più significa essere nel nirvana.

Dopo i messaggi alle chiese, viene la processione interminabile (per me: non pretendo che valga per tutti) dei sette sigilli, dei sette angeli, delle sette trombe, dei quattro cavalieri, delle bestie che salgono dall’abisso – la più nota, quella che più ha colpito la fantasia, è la bestia che ha due corna come un agnello ma parla come un drago, e il cui numero è 666. «Chi ha intelligenza» precisa il testo «lo calcoli: è un numero di uomo». Qualcuno non ha rinunciato al piacere di fare il calcolo, e l’uomo è stato trovato: è Nerone. Spiegazione: se si traslittera la forma greca di Nero Caesar in consonanti ebraiche, e poi si passa dalle consonanti ai numeri corrispondenti e si fa la somma, si ottiene 666. È chiaro come il sole, ma ci tengo ad allegare alla pratica che nella sua fase di delirio religioso Philip K. Dick, manipolando gli stessi numeri, otteneva il nome del suo nemico giurato, Richard Milhous Nixon, e gli appariva altrettanto lampante.

Giovanni era un capo misterioso e inafferrabile come Osama Bin Laden; forte della sua fede, dava prova di grande astuzia contro l’Impero oppressore, sbucava dove meno te l’aspettavi e sfuggiva per miracolo alle trappole che gli tendevano le polizie di tutto il mondo. Si ignorava l’origine delle notizie che circolavano su di lui. Alcune voci dicevano che fosse morto, o all’altro capo del mondo, o in esilio su un’isola selvaggia e inospitale – così era giudicata Patmos all’epoca, e in certi giorni d’inverno si capisce perché. Quando veniva diffuso un video di Bin Laden con un suo messaggio destinato alla comunità dei credenti, nessuno poteva esser sicuro che non fosse stato registrato due anni prima o che non mostrasse un sosia.

 

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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