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Perché la gentilezza può salvarci la vita

Recuperando la gentilezza potremo guardare alla nostra esistenza con un nuovo modo d’esprimerci ma, soprattutto, di coltivare certi sentimenti e certe qualità.

Viviamo in una società complessa, con ritmi convulsi, impegni gravosi, ritmi incessanti e sempre più persone lamentano stanchezza, disagio, distanza sempre maggiore tra ciò che si fa e ciò che si vorrebbe.

Si sente spesso il bisogno di un nuovo punto di vista e il recupero della gentilezza può essere la risposta a molti, differenti stati d’animo. Ovviamente, occorre non confondere gentilezza con cortesia. Le due parole hanno significati comuni e importanti distinzioni. La cortesia è quel modo, socievole, di mettere a proprio agio gli altri, di essere un buon ospite, di incontrare i favori del nostro interlocutore. La gentilezza invece fa riferimento ad una nobiltà d’animo sia ereditata che coltivata: è un modo d’esprimersi ma, soprattutto, è un modo per coltivare certi sentimenti e certe qualità. Così la pratica di gentilezza è proprio l’atto di questa coltivazione.

Ma come si fa a riacquistare la gentilezza? E si può davvero ottenere questo risultato? Per quanti siano interessati a rispondere a questa e altre domande c’è la possibilità di partecipare alla serata gratuita di pratica mindfulness, organizzata a Genova, dal Centro Studi Bioenergetica e Mindfulness, in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza, il 13 Novembre 2016.

L’incontro si terrà presso la Sala Frate Sole, in Piazza Bandiera e sarà l’occasione per approfondire il tema della gentilezza accompagnati dal violino di Roberto Piga, dalle poesie di Mary Oliver e Chandra Livia Candiani e dalle parole di padre Luca Pozzi. La meditazione sarà condotta da Nicoletta Cinotti, istruttore senior di protocolli Mindfulness.

“Se c’è qualcosa che nutre la gentilezza – commenta la dottoressa Nicoletta Cinotti – questa è la sincerità: qualsiasi bugia diventa cortesia. Guardare la verità trasforma le nostre emozioni e le nostre parole in gentilezza. Nel buddismo c’è una storia che descrive con delicatezza la relazione tra la verità e la gentilezza. Il cuore è come un lago, calmo e sereno, accogliente e profondo. Le nostre emozioni possono essere come le bestie feroci che vanno al lago per bere. Scacciarle renderebbe le acque mosse e torbide. Rimanere nella calma consapevolezza del lago ci permette di vedere la verità del nostro cuore. Essere gentili quindi significa anche non essere idealisti: non coltivare un’immagine irreale di noi stessi e della nostra vita”.

“Solo le persone gentili sono veramente forti” ha detto una volta James Dean a testimonianza di quanta potenza ci sia in un sentimento che esprime delicatezza e che solo una certa perenne distrazione ci porta a trascurare e a relegare tra gli strumenti meno utilizzati tra quelli a disposizione a disposizione per vivere meglio.

“La severità e il giudizio – prosegue la dottoressa Nicoletta Cinotti – sono dei grandi impedimenti della consapevolezza. E delle grandi limitazioni alla relazione. Ogni volta che analizziamo, biasimiamo o giudichiamo, abbandoniamo quella posizione di “non giudizio” che permette di andare al cuore dell’esperienza. Quando biasimiamo qualcuno, o giudichiamo il suo comportamento o analizziamo ciò che fa, non impediamo solo una vera conoscenza dell’altro. Limitiamo, per proteggerci, la nostra possibilità di essere davvero in relazione. Ecco perché la pratica della gentilezza è così essenziale: perché ci permette di andare al di là della visione ristretta delle nostre colpe e delle colpe altrui. Ci permette di vedere al di là della nostra valutazione di indegnità e oltre le nostre più profonde paure. E più esploriamo questi aspetti più nutriamo una tolleranza che riguarda noi e gli altri. La tolleranza che nasce dalla pratica della gentilezza”.

Quando

13 novembre 2016

Dove

Sala Frate Sole, Piazza Bandiera, Genova

L’evento è gratuito, ma è gradita la prenotazione a questo link

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-gentilezza-in-pratica-per-la-giornata-internazionale-della-gentilezza-28479387615

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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