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Mindful Self Compassion. Domande e risposte

In occasione del Mindful Self Compassion Programma Residenziale, che si terrà a Fara Sabina in Ottobre abbiamo rivolto alcune domande ad Alessandro Giannandrea,
Psicologo, Psicoterapeuta, ricercatore e docente di Mindfulness alla Sapienza Università di Roma

Mindful Self Compassion. Cosa vuol dire?

MSC è un programma sviluppato da Christopher K. Germer e Kristin Neff, professionisti di importanza internazionale nel campo della ricerca scientifica e della psicoterapia. Il programma è strutturato in modo da mettere insieme la Mindfulness alla capacità di relazionarsi con se stessi in modo gentile e “compassionevole” tramite un insieme di pratiche formulate appositamente e ormai validate in tutto il mondo dai tantissimi partecipanti ai corsi proposti in questi anni.

La Self-Compassion nasce dalla Mindfulness, dalla possibilità di aprirsi in modo accogliente alla propria esperienza interiore, anche quando siamo stressati o sofferenti. Tramite poi la coltivazione di un atteggiamento amorevole verso di sé, impariamo a prenderci cura della nostra sofferenza, avviando un processo di guarigione profondo e straordinariamente efficace.

Il risultato è un aumento significativo, di recente dimostrato da rigorose ricerche scientifiche, della propria resilienza emotiva, della motivazione, della capacità di mantenere e intraprendere abitudini salutari e della felicità in genere. Al contempo, la pratica della Self-Compassion riduce l’ansia e la depressione, costituendosi come importantissimo fattore preventivo e curativo del disagio psichico.

Perché la compassione è importante?

La compassione è un “antidoto” per numerose emozioni che, attivate di frequente e protratte nel tempo, diventano veri e propri veleni per il nostro benessere. Rabbia, paura, angoscia, stress sono tutte minacce alla nostra salute psichica, a lungo andare si instillano nel vissuto quotidiano, a volte in modo sottile, ma con effetti dirompenti.

Praticando compassione impariamo a lasciare dissolvere queste emozioni, sentendoci profondamente a nostro agio in un ambiente non più minaccioso ma fatto di persone che condividono uno stesso, umano, sentire. Diventiamo più aperti, pronti ad accogliere la vita nella sua bellezza, anche nei momenti in cui il disagio sembra occupare una parte così grande del nostro campo visivo da non poter scorgere quasi null’altro.

Rivolgendo questa apertura del cuore a noi stessi, troviamo un oasi di pace dall’atteggiamento duro e critico che la nostra cultura ci incoraggia ad avere verso le nostre azioni, i nostri pensieri, la nostra vita.

A volte esorto le persone a fare questa riflessione: se trattassimo i nostri amici con la stessa asprezza, lo stesso risentimento e la stessa durezza con la quale spesso ci rivolgiamo a noi stessi, siamo sicuri che avremmo ancora qualche amico? Probabilmente no!

Eppure viviamo in contatto con noi stessi molto più tempo di quanto ne trascorriamo in relazione con gli altri, perché non imparare gli strumenti di una pacifica, serena e produttiva “convivenza” con la nostra mente e con il nostro cuore?

Chi sono i docenti di questo ritiro?

I docenti sono il Prof.Steven Hickman, direttore del Center for Minfulness dell’università di San Diego UCSD e la Prof.ssa Lorraine Hobbs, sua collaboratrice e creatrice del primo programma di Self-Compassion per l’adolescenza.

Entrambi hanno lavorato con Christopher Germer e Kristin Neff a partire dalle prime formulazioni dei protocolli MSC. Sono inoltre tra i primi e pochissimi al mondo con una formazione adeguata per fare i training per istruttori protocolli MSC, il cui primo passo per i futuri istruttori è proprio la partecipazione ad un protocollo MSC come quello proposto.

Inoltre il ritiro verrà condotto con l’assistenza del Dott.Marco Tosi, psichiatra istruttore di Mindfulness, tra i pochissimi italiani ad aver fatto il percorso di formazione specifico dei protocolli MSC, insieme al quale avrò la grandissima gioia di offrire il mio contributo.

Personalmente, questo ritiro conclude un cerchio che si aprì anni fa quando partecipai al primo protocollo che fu proposto dal Center For Mindfulness dell’Università di San Diego e, innamorandomi dell’argomento, mi ripromisi di fare in modo che l’insegnamento della Self-Compassion potesse arrivare anche in Italia in veste scientifica e affidato alle mani dei suoi fondatori.

A chi è consigliato questo ritiro?

In due parole: a tutti!

Nella mia pratica professionale, mi trovo spesso a riflettere su quanto la Self-Compassion sia una risorsa preziosa per tutte le persone che giungono alla mia consultazione, nessuna esclusa. Ma credo fermamente che tutti, anche chi non stia vivendo un periodo di particolare sofferenza o disagio, possano trarre un profondo beneficio dalla coltivazione della Self-Compassion. Questa qualità della relazione con noi stessi è infatti così radicalmente diversa da quella abituale che può essere una vera rivoluzione del proprio mondo interiore.

Al tempo stesso, è una qualità naturale, ciascuno di noi sa già come dare e ricevere cura, amorevolezza e affetto, fa parte della nostra natura biologica e istintuale. Si tratta solo di trovare una strada di accesso a questa risorsa che è già in noi, un ritiro di MSC dà tutti gli strumenti per fare questo viaggio, in sicurezza, con il sostegno di esperti e in un gruppo di persone felici di condividere un’esperienza così ricca e profonda.

Perché la scelta di un corso concentrato in un ritiro?

Il contesto del “ritiro intensivo” è ideale per lasciar andare completamente, anche se solo per qualche giorno, le abitudini che in genere orientano il nostro agire.

Si entra in un’atmosfera nuova, tranquilla e “protetta” tramite un luogo accogliente e un gruppo di persone unite dalla stessa motivazione.

È un modo per sperimentare se stessi da un punto di vista che sarebbe difficile, o lunghissimo, ottenere rimanendo immersi nella propria quotidianità, i risultati sono sorprendenti!

Viviamo spesso con la costante impressione di non avere tempo da dedicarci, tramite un ritiro intensivo possiamo farci un regalo prezioso, quello di vivere totalmente immersi in un’esperienza, regalandoci tempo per piantare i profondità semi che continueranno a fiorire a lungo.

Si può partecipare anche se non si sa nulla di mindfulness?

Si, il programma è strutturato in modo da poter essere di beneficio a tutti, non è richiesta alcuna conoscenza pregressa. In molte tradizioni spirituali si parla dell’importanza del coltivare una “mente del principiante”, in questo senso, chi è davvero un “principiante” si trova in una situazione fortunata!

Qual è il luogo in cui si svolgerà il ritiro?

Abbiamo scelto di ospitare il ritiro in uno dei più bei monasteri di Italia, il Monastero delle Suore Clarisse Eremite di Fara Sabina, poco distante da Roma. Alcune parti del monastero risalgono al 600, al suo interno si respira una pace frutto di secoli di lavoro. La vista sulla vallata sottostante è mozzafiato, e, non ultimo, la cucina è ottima e attenta alle esigenze di tutti.

Cosa occorre per partecipare? Che equipaggiamento?

Nulla di particolare. Nelle sale da meditazione sono disponibili sedie per tutti, consigliamo abiti comodi e, per chi è solito meditare sedendo a terra, un cuscino e un materassino da meditazione. In alternativa, per chi arrivasse in aereo senza voler occupare il bagaglio con il proprio cuscino, è possibile noleggiarne uno per la durata del ritiro; nel caso è sufficiente avvertire gli organizzatori qualche settimana prima.

Come ci si può iscrivere?

Ci si può iscrivere online direttamente usando il modulo (in italiano) dell’Università di San Diego:

https://www.regonline.com/Register/Checkin.aspx?EventID=1709600

per eventuali difficoltà tecniche o domande di carattere più generale è possibile contattare questo indirizzo email:

info@abruzzomindfulness.org

o il numero 328.6872135

Altre info:

http://centromindfulness.net/appuntamenti-mindfulness/corsi/mindful-self-compassion-programma-residenziale.html

 

 

 

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