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Crisi, produttività e Mindfulness. Intervista con Nicoletta Cinotti

Nicoletta Cinotti parteciperà al convegno “Aumentare la produttività in tempo di crisi. Le persone come risorse”. Alcune anticipazioni sulla sua relazione.

In occasione del convegno “Aumentare la produttività in tempo di crisi. Le persone come risorse”, organizzato a Latina da Legal Professional Network il 14 maggio, intervistiamo la dottoressa Nicoletta Cinotti, psicoterapeuta e istruttore di Mindfulness che sarà tra i relatori con un intervento intitolato: ”Il ruolo della Mindfulness nella risoluzione dei conflitti”.

 Si parla sempre della Mindfulness in relazione allo stress. Invece può essere utile anche in azienda?

Diverse aziende, all’estero e in Italia, stanno introducendo corsi e programmi di mindfulness nei progetti di sviluppo delle risorse umane. Questo accade anche all’interno di molte business school, i luoghi di formazione elettivi dei futuri manager. Questo sta avvenendo perché siamo sempre più orientati alla cosiddetta “Qualità Totale” all’interno delle organizzazioni. L’obiettivo del maggior profitto aziendale non è più visto come una prestazione svincolata dalla qualità umana ma come espressione del benessere che la persona sperimenta nel proprio lavoro. Quindi la realizzazione dei miglioramenti aziendali finalizzati al raggiungimento di una posizione leader di mercato si affiancano ad una accresciuta attenzione all’impatto degli standard qualitativi personali, che nella leadership e nei dipendenti può concretizzarsi solo se gli scopi dell’Azienda riescono a coincidere con quelli dell’individuo e viceversa.

Inoltre una Formazione delle Risorse Umane che si limiti all’acquisizione di nuove nozioni e informazioni, ma che poi non sia in grado di migliorare qualitativamente le prestazioni individuali e le dinamiche relazionali all’interno dell’Azienda, si rivela una formazione parziale e un inutile dispendio di risorse e di tempo perché non modifica il modo di essere e di agire delle persone coinvolte..

Per l’azienda, i manager e il personale, ma anche la clientela è possibile realizzare specifici spazi di benessere fisici e temporali all’interno dell’ambiente lavorativo o particolari momenti formativi strutturati e continuativi capaci di offrire le condizioni necessarie per favorire lo sviluppo e il potenziamento della concentrazione, gestire lo stress e determinare le migliori condizioni lavorative.

Alcune aziende introducono sempre più benefit collegati al benessere, altre cominciano a progettare e implementare vere e proprie politiche di cura della persona; il benessere nel contesto professionale sta diventando un fattore essenziale in relazione alla motivazione e alla produttività del personale, a qualsiasi livello.

 Come può la mindfulness essere d’aiuto nelle controversie e nei conflitti?

I motivi per cui si cerca di promuovere e coltivare il benessere in azienda attraverso le pratiche di mindfulness sono molteplici, ma tutti finalizzati a risolvere le dinamiche interpersonali e potenziare le risorse personali individuali. I conflitti sono frutto della competitività che si vive nell’ambiente lavorativo e di una cattiva gestione delle risorse personali dei dipendenti. Usare la mindfulness come strumento di risoluzione dei conflitti significa attivare un circuito virtuoso che cura prima di tutto le risorse personali e aiuta a mediare e negoziare le diverse posizioni degli interlocutori coinvolti. Una negoziazione che cerca di mettere a fuoco i reciproci interessi: passiamo quindi dalla logica “Io vinco tu perdi” – che risolve solo a brevissimo termine la conflittualità ma nutre dimensioni via via più ampie e profonde di conflitto – per arrivare alla logica “io vinco, tu vinci”.

 Capacità di mediazione e negoziazione sono sempre più richieste da Enti e imprese. La mindfulness può giovare anche a chi si occupa di queste attività?

 Spesso sottovalutiamo quello che vive la persona che agisce la rabbia. Una rabbia che nasce, molto

frequentemente, dalla sensazione di accerchiamento e di impotenza. E’ per uscire dall’accerchiamento che proviamo che esplodiamo. E’ perché abbiamo cercato di rinchiudere le parti di noi non accettabili ,che ne perdiamo il controllo; non sapendo percorrere la strada della consapevolezza, percorriamo la strada dell’esplosione improvvisa in cui alla fine, le persone dicono “Avevo ragione io” ma dicono anche ” Non mi riconosco quando faccio così”. La mindfulness ci permette di uscire dall’accerchiamento senza esplodere. Di trovare il modo di esprimere le proprie ragioni senza rompere le relazioni. In questo modo tutte le risorse, personali e collaborative possono trovare una sinergia di intervento. In fondo coltiviamo – con la mindfulness – le nostre naturali abilità di comunicazione e negoziazione: una strada semplice ed efficace perché non richiede nuove risorse da imparare ma richiede di spolverare qualità che fanno parte della nostra condivisa umanità.

 Quando:

14 maggio 2016

Dove:

Sala Rossa del Park Hotel – S.S. 156, via dei Monti Lepini 25, Latina

 

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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