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Come la gentilezza può salvarci la vita

Recuperando la gentilezza potremo guardare alla nostra esistenza con un nuovo modo d’esprimerci ma, soprattutto, di coltivare certi sentimenti e certe qualità.

 Viviamo in una società complessa, con ritmi convulsi, impegni gravosi, ritmi incessanti e sempre più persone lamentano stanchezza, disagio, distanza sempre maggiore tra ciò che si fa e ciò che si vorrebbe.

Si sente spesso il bisogno di un nuovo punto di vista e il recupero della gentilezza può essere la risposta a molti, differenti stati d’animo. Ovviamente, occorre non confondere gentilezza con cortesia. Le due parole hanno significati comuni e importanti distinzioni. La cortesia è quel modo, socievole, di mettere a proprio agio gli altri, di essere un buon ospite, di incontrare i favori del nostro interlocutore. La gentilezza invece fa riferimento ad una nobiltà d’animo sia ereditata che coltivata: è un modo d’esprimersi ma, soprattutto, è un modo per coltivare certi sentimenti e certe qualità. Così la pratica di gentilezza è proprio l’atto di questa coltivazione.

Ma come si fa a riacquistare la gentilezza? E si può davvero ottenere questo risultato? Per quanti siano interessati a rispondere a questa e altre domande c’è la possibilità di seguire un seminario residenziale, a settembre, A Giaiette, in Liguria che si intitola: La pratica della gentilezza”. Nicoletta Cinotti, psicoterapeuta, Local Trainer della Società Italiana di Analisi Bioenergetica e istruttore senior di protocolli MBSR, MBCT e Mindfulness Interpersonale, e nello spazio di un fine settimana si propone di affrontare il tema di quanto sia importante agire con gentilezza, prima di tutto verso se stessi, per ritrovare equilibrio, armonia, forza vitale. Il tutto con l’aiuto di strumenti preziosi come la bioenergetica e la mindfulness.

“Se c’è qualcosa che nutre la gentilezza – commenta la dottoressa Nicoletta Cinotti – questa è la sincerità: qualsiasi bugia diventa cortesia. Guardare la verità trasforma le nostre emozioni e le nostre parole in gentilezza. Nel buddismo c’è una storia che descrive con delicatezza la relazione tra la verità e la gentilezza. Il cuore è come un lago, calmo e sereno, accogliente e profondo. Le nostre emozioni possono essere come le bestie feroci che vanno al lago per bere. Scacciarle renderebbe le acque mosse e torbide. Rimanere nella calma consapevolezza del lago ci permette di vedere la verità del nostro cuore. Essere gentili quindi significa anche non essere idealisti: non coltivare un’immagine irreale di noi stessi e della nostra vita”.

Anche quest’anno, come tradizione, Giaiette ospiterà il ritiro di bioenergetica e mindfulness con un tema di grande interesseI partecipanti potranno così esplorare, attraverso la potenza della bioenergetica e la dolcezza della mindfulness,

“La severità e il giudizio – commenta Nicoletta Cinotti, psicoterapeuta, Local Trainer della Società Italiana di Analisi Bioenergetica e istruttore senior di protocolli MBSR, MBCT e Mindfulness Interpersonale – sono dei grandi impedimenti della consapevolezza. E delle grandi limitazioni alla relazione. Ogni volta che analizziamo, biasimiamo o giudichiamo, abbandoniamo quella posizione di “non giudizio” che permette di andare al cuore dell’esperienza. Quando biasimiamo qualcuno, o giudichiamo il suo comportamento o analizziamo ciò che fa, non impediamo solo una vera conoscenza dell’altro. Limitiamo, per proteggerci, la nostra possibilità di essere davvero in relazione. Ecco perché la pratica della gentilezza è così essenziale: perché ci permette di andare al di là della visione ristretta delle nostre colpe e delle colpe altrui. Ci permette di vedere al di là della nostra valutazione di indegnità e oltre le nostre più profonde paure. E più esploriamo questi aspetti più nutriamo una tolleranza che riguarda noi e gli altri. La tolleranza che nasce dalla pratica della gentilezza”.

Dall’11 al 13 settembre, nello spazio di un fine settimana e in uno scenario accogliente e naturale, Giaiette, si potrà sperimentare un’alternanza di lavoro corporeo, pratica formale, pratica informale, spazio di riflessione e spazio di condivisione. L’obiettivo è creare una dimensione ampia e protetta di incontro con se stessi. Per raccogliere risorse ed energia, per radicarsi in se stessi, nel corpo e nella mente, per sintonizzarsi e autoregolare le proprie emozioni, accogliendole, senza farsi trascinare. Per potersi riconnettere con l’energia emotiva, senza esserne preda.

Il ritiro prevede un giorno di pratica silenziosa. Avere già una pratica di mindfulness o di bioenergetica permetterà una diversa profondità dell’esperienza ma non è una condizione necessaria. Essere principianti è una fortuna che dovremmo nutrire tutti, tutti i giorni.

“Quando ho iniziato a praticare – prosegue Nicoletta Cinotti – la ricorrenza della parola gentilezza mi suscitava equivoci e domande. Forse, come molti, confondevo gentilezza con cortesia. In realtà le due parole hanno significati comuni e importanti distinzioni. La cortesia è quel modo, socievole, di mettere a proprio agio gli altri, di essere un buon ospite, di incontrare i favori del nostro interlocutore. D’altra parte la parola deriva da corte e fa esplicito riferimento a quell’insieme di regoli sociali del buon vivere. La gentilezza invece fa riferimento a una nobiltà d’animo sia ereditata che coltivata: è un modo d’esprimersi ma, soprattutto, è un modo per coltivare certi sentimenti e certe qualità. Così la pratica di gentilezza è proprio l’atto di questa coltivazione. E ho capito che la pratica della gentilezza dovrebbe essere proprio il primo atto di ogni pratica”.

Quando

11-13 Settembre 2015

Dove

Casa di Giaiette, Genova

Info e approfondimenti

nicoletta.cinotti@gmail.com

http://nicolettacinotti.net/eventi/ritiro-la-pratica-della-gentilezza/

Per saperne di più su bioenergetica e mindfulness guarda il video

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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