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Canto della pianura. Una recensione in forma di lista

Canto della pianura è il secondo romanzo (ma il primo secondo alcuni) della Trilogia della pianura di Kent Haruf. Chi ha letto Benedizione potrà comprarlo a scatola chiusa, per tutti gli altri ecco una breve lista di motivi per leggerlo.

  • È un libro sulla perdita dell’innocenza, ma anche sulla crudeltà;
  • è una storia ambientata a Holt, in un gelido inverno;
  • è una trama i cui personaggi non ti abbandonano dopo la lettura;
  • è un testo scritto nell’arco di 16 anni con una tecnica curiosa: indossando un berretto di lana fino a coprirsi gli occhi così da poter scrivere ciecamente, immergendosi pienamente nella piccola città in Colorado, creata dall’autore;
  • è un romanzo sul potere creativo della donna.

 

Una frase chiave:

C’è troppa solitudine qui. Prima o poi morirete senza neppure aver avuto un problema in vita vostra. Non del tipo giusto comunque. Questa è la vostra occasione.

 

Un’altra frase chiave:

Spero solo che stia bene, disse Raymond.
Lo spero, disse Harold.
Salirono al piano di sopra. Si sdraiarono ciascuno in camera sua, senza riuscire a addormentarsi, rimasero svegli al buio, separati dal corridoio, pensando a lei, e sentirono quanto la casa era cambiata, quanto all’improvviso tutto sembrasse vuoto e triste.

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