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Arte visiva a Roma. Intervista a Ornella Flora Curatolo

Ornella Flora Curatolo è un’art director con esperienza decennale nel graphic design. Da sempre però si esprime anche con una forma d’arte raffinata e originale.

 Cos’è l’arte per te?

L’arte è ciò che mi dà gioia e mi fa sentire libera. E’ il mezzo che mi ricongiunge con la mia essenza divina, la stessa che non riuscirei a esprimere a parole, ma una volta sulla tela diventa immediatamente riconoscibile anche dagli altri. Ciò che cerca un artista prima di realizzare un’opera è l’ispirazione, e non è certo un caso che questa parola abbia una radice comune con “Spirito”. L’arte per me non è solo questo, ma è anche fatica; quando realizzo un’opera riverso su di essa tutte le mie energie fisiche, mentali ed emotive e alla fine sono spossata come se avessi costruito un palazzo a mani nude, ma il senso di appagamento che mi pervade durante l’atto creativo, mi ripaga di ogni sforzo.

Come nasce la tua passione per il collage?

All’età di 9 – 10 anni tenevo già un quaderno su cui incollavo immagini rubate dalle riviste che trovavo in casa. Mi piaceva abbinare i colori e le forme per analogia, per un bisogno innato di creare armonia. Era una sorta di mio personale alfabeto visivo, che amavo anche sfogliare di tanto in tanto, come si fa con un libro da leggere.

ho sognato di volare BASSACome hai iniziato?

Per i miei studi da graphic designer mi sono avvicinata ancor di più alla tecnica del collage, ricreando le così dette “moodboard” (tavole dell’umore), utilizzate per stabilire quali colori e forme dovrà avere un prodotto per essere venduto al meglio o per ricreare determinate sensazioni e atmosfere. Presto ho capito che questo mezzo espressivo poteva essere uno strumento potente tra le mie mani, e sono partita timidamente con una prima mostra personale.

Di cosa parlano le tue ultime opere?

Le mie opere sono sempre state un’esplicitazione di un percorso psicoanalitico. Ultimamente si concentrano molto sul concetto di opposti e complementari. Luci e ombre che si sfidano, terra e cielo che si incontrano, piani che si invertono. Una ricerca insomma che ha molto a che fare con la metafisica ma al tempo stesso è vicina alla materia e al corpo. Penso che praticare yoga negli ultimi anni abbia avuto la sua influenza in tutto ciò.

Sorelle BASSAC’è una mostra che stai per realizzare?

Dal 17 marzo al 5 giugno si terrà a Berlino una mostra la cui protagonista sarà un’enorme installazione modulare (contenuta in uno spazio di 200 mq) composta da tanti triangoli in tessuto e alla quale partecipo anch’io con uno di questi tasselli.
Si tratta di un progetto al quale sono approdata per caso, nato dalla mente dell’artista tedesca Mathilde ter Heijne, la cui arte è basata su uno studio sociologico, con particolare attenzione al genere femminile. Il progetto si chiama “It will be!” e metterà insieme 200 triangoli/opere d’arte, provenienti dalle sapienti mani di altrettanti artisti (prevalentemente donne) di differenti parti del mondo e da contesti sociali, culturali, politici e religiosi diversi. Sarà inoltre realizzata in collaborazione con “Mama Afrika e.V., associazione tedesco-africana impegnata contro le mutilazioni genitali femminili in Guinea. Per info sull’evento: http://www.hal-berlin.de/ausstellung/mathilde-ter-heijne/

In un’epoca di digitalizzazione crescente c’è spazio per la tua forma d’arte?

Credo non ci sia mai abbastanza spazio per l’arte in generale purtroppo. Per rispondere comunque alla domanda, direi di si, il digitale non ha soppiantato ancora altre forme d’arte molto più ricche di storia, solo che oggi per avere spazio l’artista deve seguire un po’ le “mode” del momento. Adesso mi sembra che ci sia la moda dell’installazione, della performance e della street art. Se non applichi la tua arte a una di queste cose, sei escluso da molti giri.

C’è una mostra in questo momento che vorresti consigliare?

Vi avrei consigliato la mostra dello scultore inglese Henry Moore alle Terme di Diocleziano (splendida location tra l’altro!) ma non posso, perché è già terminata. Mi sento di consigliare in generale di andare alle mostre. In Italia ci si avvicina all’arte con timore reverenziale e non c’è niente di più sbagliato. Vorrei quindi invitare tutti a far visita ogni tanto a una mostra senza pretendere di capirci necessariamente qualcosa. Di sorridere invece di qualche intellettualoide che inevitabilmente incontrerete e di lasciarvi guidare senza preconcetti dalle emozioni che suscita l’arte, belle o brutte che siano. Imparate poi anche a contemplare, cosa che stiamo perdendo, insieme alla possibilità di fermarci e di percepire noi stessi.

 

Per info e approfondimenti:

www.ornellaflora.com

https://www.facebook.com/ornellafloracuratolo/

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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