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Arte visiva a Roma. Intervista a Federica Sconocchia

Federica Sconocchia è una professionista dell’advertising tradizionale e digitale. Oggi affianca a queste attività anche la recitazione teatrale.

Cos’è il teatro per te?

Sono una copywriter e ho lavorato per tantissimi anni in un’agenzia di pubblicità. Ho passato così tanti anni dietro un pannello verde a scrivere testi che altri avrebbero poi letto e interpretato che mi era venuta voglia di provare l’effetto che fa a stare davanti al pubblico. Ad essere “nel momento” e non prima.

Insomma volevo sperimentare quel tipo di immediatezza in cui senti fisicamente il feedback della gente. Mi piaceva l’idea di essere in prima linea, per una volta. Perché stare su un palco di persona significa in qualche modo prendersi una responsabilità, metterci la faccia.

Nel teatro usi delle maschere, ma non puoi davvero nasconderti.

Come hai iniziato?

Ho iniziato per gioco, come tutti. Un amico mi ha detto “prova, è divertente.”.

Così ho iniziato facendo improvvisazione teatrale: un anno con Emanuela Sommi e poi un altro con Improteatro, sempre a Roma.

L’improvvisazione è difficile, richiede velocità, prontezza, creatività, disponibilità a mettersi in gioco. Non tutti sono portati. Ma ridi moltissimo, ti diverti e scopri cose di te che non immaginavi.

Due anni fa, dopo aver frequentato un seminario sulle differenze fra recitazione teatrale e cinematografica organizzato da Francesco Felli alla Bottega degli Artisti, ho preso la decisione di approfondire la questione.

Così sono passata allo studio della recitazione vera e propria, con Alessia di Pasquale di Teatro in Testa. Con gli attori di Teatro in Testa sono cresciuta moltissimo e ho scoperto che un gioco volendo può diventare anche molto serio.

Alessia insegna il metodo Linklater e lavora molto sull’espressione vocale, oltre che sull’interpretazione e lo studio del personaggio.

Il corso è una bella palestra emotiva. C’è molta tecnica ma ci vogliono anche cuore ed energia. Lavoriamo sulle emozioni, sulla voce, sull’interpretazione del testo, ma anche sull’espressione corporea, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale per un attore, perché è soprattutto il corpo a comunicare.

Il nostro insegnante di espressione corporea è Eugenio Dura, attore e coreografo che ha lavorato nel cast italiano del musical di Broadway “Chicago” di Bob Fosse. Per dire.

C’è un progetto che stai per realizzare?

Con Alessia Di Pasquale e Claudia Mencaroni stiamo preparando uno spettacolo teatrale di Dino Buzzati che si chiama Spogliarello. Una serie di monologhi che raccontano la vita di Velia, una donna forte e volitiva, opportunista, dura e sprezzante con gli altri, ma anche molto sola. Un eroe tragico, che viene punito dalla vita. Un personaggio che sento molto diverso da me. Sarà una bella sfida.

In una società sempre più digitalizzata c’è ancora spazio per l’arte teatrale?

Proprio in un mondo di contatti sempre più virtuali è importante riappropriarsi dello spazio fisico, in cui la voce arriva allo spettatore senza filtri e l’emozione torna indietro immediata. Ne abbiamo sempre più bisogno, no?

C’è uno spettacolo in scena adesso che consiglieresti?

Di recente ho visto Antropolaroid, al Teatro dell’Orologio, di e con Tindaro Granata. Un giovane attore siciliano che interpreta tutti i componenti della sua famiglia di origine. Davvero bravissimo. Credo sia a Ferrara, al Teatro Ferrara Off, il 28 Novembre prossimo.

Per chi è a Roma consiglio invece Le Cabaret de L’Enfer alla Bottega degli Artisti. Un po’ vintage, un po’ dark, un po’ circense: un freak show, come dicono loro. Ci lavorano attori, cantanti e ballerini bravissimi. Una cosa nuova, da vedere.

 

angelo simone
Angelo Simone è laureato in Scienze Politiche e ha iniziato la sua carriera come obiettore di coscienza, per 18 mesi, in ARCI - Legambiente Direzione Nazionale, nel 1990. In quell’ambiente ha appreso i principi guida dell’associazionismo “no profit” e della comunicazione per enti e istituzioni. Dal 1992 al 2005 ha collezionato rilevanti esperienze come copywriter in agenzie di comunicazione nazionali e internazionali tra cui Ayer, Grey, TBWA, Leo Burnett, Ogilvy, realizzando progetti di comunicazione per Telefono Rosa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e grandi marchi del settore automotive, innovazione digitale, istituzioni. Oggi si occupa di scrittura in diversi ambiti: ufficio stampa, social media marketing , web marketing, sceneggiatura, narrativa.
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